Volker Klein

 

 

Vero e proprio manifesto visivo dell'antifunzionalismo, l'opera di Klein nega ogni legittimazione estetica ad un ruffiano design partorito dall'utopia bauhausiana: l'opera-oggetto dagli offensivi
rostri metallurgici, inquieta senza rassicurare, e, come un oracolo uscito di senno, ci interroga con i suoi metafisici silenzi.

Antonio Gasbarrini

 

le sculture 

 parlanti
 

Guardando il lavoro di Volker Klein

Un titolo è sempre un'economia in attesa della sua determinazione...
(J. Derrida: "Titre (à préciser )")

Non parliamo dell'opera, ma del lavoro che scompare nell'opera annullandosi. Questo lavoro va oltre il chiacchierio del colore che ha già abbandonato qualsiasi funzione di mimesi e sta parlando soltanto di se stesso (la rossità del rosso). Va pure oltre il valore del lavoro stesso che diventa valore lavorando, accontentandosi del riconoscimento del risultato.
Poiché neghiamo ogni funzione mimetica dell'arte odierna, troviamo Volker Klein nel mezzo del problema: come trasferire il nostro interno in 'espressione', e non più l'esterno in 'impressione'.
Così, non si parla più di un espressionismo nel senso di forza espressiva, ma di una espressività, in cui Volker Klein lascia sempre di più le coordinate dell'universo reale, come la matematica si accontenta sempre più con sempre meno numeri. A pensarci bene, non si tratta del trasferimento di una filosofia nel dipinto, ma di una ricerca puramente artistica. Ad esempio, il problema della relatività dello spazio si ritrova nella trasformazione del piano in tridimensione, che non è una semplice ombreggiatura: nei dipinti di Volker Klein qualcosa ti avvolge e diventa lo spazio da cui è emerso.
                          Hartmut Retzlaff

 
   
terra lucana

       

 

tra virgolette

Nell'installazione polimaterica "tra virgolette" si avverte l'esigenza di conciliare scultura, grafica, musica, cinema, televisione ed il fluire del tempo con le sue problematiche individuali e sociali in un 'unica struttura sintattica primaria in cui composizione, tessitura, colore, segno, superficie e ritmo si susseguono ubbidendo a regole emozionali ed interiori dell'artista, ma riconducibili al tempo stesso ad una visione tutta pensata del mondo. Volker Klein porta in ogni sua opera la convinzione che essa sia parte di una totalità, di cui conserva però energie vitali e fermenti estetici sempre pronti a trasformarsi in un nuovo flusso creativo.
                                     Anna Iozzino
   
il quadro caduto

...così come VOLKER KLEIN ricerca e valorizza con i suoi oggetti concettuali l'esatto contrario: la forma e l'opera, chiusa nei suoi limiti, come un unico valore della comunicazione
artistica che si possa spalancare al di là di ogni nostro desiderio, affidato soltanto alla forza del tumulto dei nostri affetti che sono tutta la nostra vita.

Antonello Tonelli